Riot - Un anno dopo: le mie riflessioni

Sono passati sei mesi da quando mi sono unita a Riot ed è stato un periodo davvero frenetico. Entrare in un'azienda in rapida crescita e nel pieno di un cambiamento dirigenziale e direzionale non è mai facile. E la cosa diventa ancora più complicata quando questo avviene su un palcoscenico pubblico.

Quando mesi fa stavo valutando la possibilità di entrare in Riot, molti miei amici e colleghi mi hanno sconsigliato persino di fare il colloquio. A quei tempi le cause a carico di Riot erano argomento di dominio pubblico e tutto sembrava puntare verso un mare di guai. Io però non sono mai stata una che si tira indietro davanti a una sfida e così ho deciso di provarci comunque, anche solo per curiosità. Avendo letto il famigerato articolo di Kotaku, sapevo che quello era un momento che poteva decidere nel bene o nel male le sorti dell'azienda ed ero curiosa di scoprire quale strada avrebbe intrapreso Riot.

Il processo di valutazione della mia candidatura ha richiesto quattro mesi. Ho parlato molte volte a viso aperto con gli altri dirigenti di Riot, senza mai tralasciare alcun particolare, dato che sia io che loro dovevamo capire se quello fosse il posto giusto per me e se io fossi la persona giusta per loro. Non mi ci è voluto molto per capire l'integrità dell'azienda che avevo di fronte. In questo periodo ho potuto approfondire le loro motivazioni, la loro visione e il loro puro desiderio di rendere Riot un luogo di cui sia loro che tutti i Rioter potessero andare fieri. In parole povere, ho visto il cuore di Riot e ne sono rimasta affascinata. Anche se era evidentemente un po' segnata dai mesi che hanno preceduto la mia assunzione, sapevo che Riot era pronta per una trasformazione. E io ero pronta e ben disposta a guidarli in quella nuova direzione.

Poco dopo essere entrata in Riot, ho partecipato alla mia prima riunione e ho chiesto ai Rioter 90 giorni di tempo. Questo periodo mi serviva per parlare a quattr'occhi con ciascuno di loro e riorganizzare processi e sistemi. Il mio obiettivo non era solo quello di creare una specie di "stella polare", ovvero una visione da perseguire per portare avanti un lavoro fatto di diversità e inclusione, ma anche avere delle fondamenta solide per un programma pluriennale di azioni tangibili, responsabilità e strumenti per tenere d'occhio i nostri progressi.

Ascoltando le storie e le opinioni dei Rioter, è stato chiaro che i sei mesi passati avevano assestato un duro colpo sull'azienda. Erano feriti, a volte il dialogo aveva creato fratture e la tensione era molto alta. Ciononostante, i Rioter non avevano perso il loro amore per l'azienda e volevano, anzi pretendevano, un cambiamento. Tenendo a mente questo sentimento e le idee degli stessi Rioter, abbiamo creato la nostra visione per il futuro e un piano di diversità e inclusione che abbiamo condiviso con loro la scorsa settimana.

Un anno di progressi reali e concreti

È trascorso un anno dalla pubblicazione dell'articolo di Kotaku che ha portato tutti i Rioter a unirsi con lo scopo comune di far evolvere la nostra cultura aziendale. In questi dodici mesi abbiamo compiuto dei notevoli passi avanti. Vorrei spendere qualche minuto per esprimere il mio apprezzamento per il lavoro e l'impegno di tutti i nostri team. I progressi nel campo della diversità e dell'inclusione riguardano cambiamenti significativi, e non un semplice elenco di caselle da spuntare. La passione e la dedizione dei Rioter in questi mesi sono state fenomenali. È stato fatto un lavoro impressionante, che rappresenterà delle solide fondamenta su cui continuare a costruire.

Ma cosa abbiamo fatto concretamente?

Abbiamo coinvolto degli esperti

  • Frances Frei, una rinomata esperta di diversità e integrazione e cultura aziendale, è entrata in Riot come consulente per guidare i nostri sforzi verso una cultura più elevata
  • Youngme Moon è entrata nel consiglio di amministrazione di Riot e ha creato un comitato dedicato unicamente alla responsabilità in merito a diversità e integrazione

Abbiamo ampliato la nostra squadra di dirigenti

  • Il team direttivo esecutivo, guidato dal CEO Nicolo Laurent, comprende i leader ai quali sono affidati i nostri più importanti obiettivi strategici. Il 28% della squadra è composto da donne, e il 45% da minoranze
  • Abbiamo assunto Emily Winkle come nuova responsabile del personale. Sia io che Emily facciamo parte del team direttivo esecutivo
  • Abbiamo lanciato un'iniziativa legata alla diversità per aumentare il numero di donne e di membri delle minoranze poco rappresentate nelle procedure di colloquio a livello dirigenziale e oltre. Il CPO o CDO valuta tutti i candidati dirigenti
  • Le donne guidano iniziative chiave all'interno di Riot, come il Riot Platform Group, League of Legends, il nostro settore artistico e alcuni dei più interessanti progetti di ricerca e sviluppo

Abbiamo semplificato le partnership esterne per creare la nostra forza lavoro futura

  • La settimana scorsa si è svolta una "cerimonia di diploma" per la prima edizione del nostro programma intensivo estivo "Girls Who Code".
  • Ci siamo unite alla Reboot Representation Coalition di Melinda Gates, che punta a raddoppiare il numero di donne di colore laureate in scienze informatiche negli Stati Uniti entro il 2025
  • Abbiamo ampliato il nostro raggio d'azione cooperando con l'università di Hampton e Anita Borg per aumentare tale rappresentanza all'interno dei nostri gruppi di stagisti e candidati (il 33% della classe di stagisti del 2019 è rappresentato da donne)

Abbiamo inserito la cultura del D&I nei processi e nei sistemi del personale

  • Abbiamo regolato il nostro processo retributivo e svolto un'attenta analisi sull'equità salariale. Continueremo a controllare regolarmente i nostri processi retributivi per garantire una costante imparzialità e interverremo in qualsiasi ambito che richieda delle modifiche.
  • Abbiamo assunto una responsabile dei premi: Hollie Downs porta da noi un bagaglio di oltre dodici anni d'esperienza nello sviluppo, nell'implementazione e nella valutazione di strategie e soluzioni retributive di grande successo
  • Abbiamo rivisto ogni aspetto del nostro processo di assunzione (dall'apertura dei profili alle strategie di ricerca, fino agli incontri e alle offerte di assunzione) per assicurarci di poter attirare talenti di diverse estrazioni e prospettive
    • Abbiamo implementato un processo di revisione di tutte le offerte di lavoro per essere certi di usare un linguaggio più inclusivo possibile, che attiri un gruppo diversificato di candidati
    • Abbiamo organizzato una funzionalità di assunzione mirata alla diversità per migliorare i nostri sforzi di reclutamento
    • Abbiamo istituito una formazione obbligatoria per i colloqui destinata a tutti i responsabili delle assunzioni e a chiunque si occupi della valutazione dei candidati
    • Abbiamo istituito una bacheca di annunci interna per fornire visibilità e accesso ai Rioter che desiderano sviluppare la propria carriera
  • Abbiamo ascoltato i Rioter e collaborato con loro per aggiornare il nostro codice di condotta e rafforzare il nostro impegno a garantire un luogo di lavoro sicuro per tutti. Di conseguenza, abbiamo reso ancora più espliciti quelli che consideriamo comportamenti accettabili e non accettabili, aggiornando la nostra posizione su relazioni sentimentali, contenuti creativi e altre politiche.

Continuiamo a far evolvere la nostra cultura aziendale

  • Abbiamo aggiornato i nostri valori: nel 2018 abbiamo parlato con oltre 1.700 Rioter, i quali ci hanno fatto capire che hanno bisogno di valori che riflettano cosa vogliamo essere. Alla fine del 2018 abbiamo condiviso con loro i nostri nuovi valori, che danno forma al nostro lavoro e ci permettono di realizzare i sogni più impossibili dei giocatori di tutto il mondo. Questi valori sono insiti nei nostri processi di assunzione e di gestione delle prestazioni
  • Abbiamo ampliato e accelerato i programmi di addestramento ed educazione a tutti i livelli di Riot: 2.500 Rioter hanno seguito oltre 12.000 ore di formazione finalizzate a migliorare consapevolezza, capacità e responsabilità, in modo da favorire un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo
  • Abbiamo creato piattaforme per unire, guidare e coinvolgere i Rioter. Abbiamo istituito i Rioter Identity Groups (o RIG, una versione Riot dei gruppi d'affinità). Questi gruppi, oltre a promuovere un senso di appartenenza a una comunità fra i Rioter, ci forniscono prospettive e informazioni su nuove sfide e opportunità per diversità e inclusione:
    • Rad-Genders (gender e non binari)
    • Riot Noir (neri e afroamericani)
    • Rainbow Rioters (LGBTQ+)
    • Veterani
    • Filippini in Riot

Abbiamo raggiunto i nostri obiettivi a 30/60/90 giorni

Mentre stabilivo il mio programma di 90 giorni, mancavano circa 90 giorni alla scadenza dell'anno di tempo entro il quale Riot aveva promesso a giocatori e impiegati un cambiamento nella nostra cultura aziendale. È stato anche il momento in cui i Rioter hanno annunciato la loro intenzione di licenziarsi in risposta alle politiche aziendali in materia di arbitrato. Anche se non potevamo promettere una modifica di questa politica (in quanto ancora oggetto di causa giuridica), esistevano altre aree in cui potevamo intervenire per accelerare un progresso. I nostri obiettivi a 30/60/90 giorni erano un modo per dare trasparenza al lavoro svolto e per prenderci una responsabilità pubblica per quanto riguarda la promessa fatta lo scorso anno.

Quando abbiamo iniziato questa fase della vita di Riot, questo tipo di proposta (in termini di portata e tempistiche) in molte altre aziende sarebbe stata accolta da un'ilarità generale. Tuttavia, quando Emily Winkle (una dei partner della nostra trasformazione e capo del personale) ed io l'abbiamo sottoposta alla dirigenza, i dubbi non riguardavano i costi o la fattibilità, ma se fosse possibile aumentarne la velocità o il raggio d'influenza.

Oggi sono lieta di annunciare che abbiamo raggiunto tutti i nostri obiettivi a 30/60/90 giorni. E nonostante il viaggio in cui ci siamo imbarcati non si limiti a una lista di cose da fare o a sottolineare le nostre strategie, questo lavoro ha stabilito le basi per fare in modo che ogni Rioter venga a lavorare sentendosi apprezzato, incluso e capace di fare grandi cose.

Sempre avanti... insieme

La nostra "stella polare" è diventare un ambiente di lavoro la cui forza sia la diversità e in cui i Rioter siano emancipati, orgogliosi e attenti sia nei confronti dei giocatori che dei propri colleghi. Per raggiungere questa visione abbiamo creato una struttura con 5 punti focali. Questi pilastri ci permettono di creare un allineamento tra il lavoro, ciò che valutiamo, e come incoraggiamo la responsabilità. In futuro quindi ci concentreremo su questi aspetti: persone, processi, cultura aziendale, responsabilità e settore.

Il nostro 2019/2020 - Aspettative

Ecco un assaggio di ciò che abbiamo stabilito per continuare a costruire sulla base delle solide fondamenta gettate nel 2019:

  • Creare e implementare strategie per aumentare la rappresentanza femminile e delle minoranze sottorappresentate
  • Assicurare che le pratiche relative alla diversità siano insite in tutti i processi umani
  • Sfruttare il consiglio dei Rioter e i RIG per identificare problemi e opportunità legati a diversità e integrazione, e proporre azioni adeguate
  • Promuovere cambiamenti comportamentali in linea con i nostri valori per assicurare un ambiente di lavoro eccellente per tutti i Rioter
  • Mettere in pratica azioni e disposizioni che diano ai capi la responsabilità dei risultati
  • Formare i nostri responsabili in modo che siano in grado di gestire team diversificati
  • Creare partnership esterne e un consiglio consultivo che forniscano consulenza strategica

Considerazioni finali

Comprendo benissimo che molti avranno dei dubbi sul nostro effettivo cambiamento, ed è scontato che nessun cambiamento è facile e il rischio di incorrere in qualche intoppo lungo il cammino è alto. Ma noi continueremo ad ascoltare, ad avanzare e a sforzarci di essere un'azienda di cui i Rioter attuali e futuri possano andare orgogliosi. Ogni giorno scegliamo liberamente di essere migliori del giorno prima.

Concluderò dicendo che non esiste Riot senza Rioter. Non avremmo mai potuto raggiungere tutti i nostri traguardi senza la fiducia che i Rioter ripongono in noi e nei loro colleghi. Sicuramente abbiamo ancora molto lavoro da fare, ma grazie allo spirito e alla determinazione dei Rioter sono più che ottimista sui risultati che otterremo. Continueremo a tenervi aggiornati sull'argomento, ma se volete saperne di più potete semplicemente scrivermi.

#togetherweareriot

Grazie per l'attenzione. Grazie per continuare a giocare. E grazie per la fiducia che riponete in noi.

Cordialmente,

Angela Roseboro
Direttrice diversità
Riot Games


4 months ago


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